Basilica Cattedrale
La Cattedrale di Oria, dedicata a S. Maria Assunta in cielo, si erge sul Colle dei Vaglio, nella parte meridionale dell'Acropoli messapica, occupata in antico da un tempio pagano e dal XIII secolo dalla cattedrale romanica dell'Arcivescovo Peregrino (area ceduta dall'imperatore Federico II di Svevia in cambio del Colle dei SS. Crisante e Daria dove volle costruire il suo castello). La cattedrale romanica, indebolita dall'apertura di nuove cappelle barocche, fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1743, per questo fu necessario demolirla ed edificane una completamente nuova. II Vescovo Castrese Scaja cedette al re Carlo III di Napoli (che se ne servì per la cappella della reggia di Caserta) due colonne di marmo verde per 8000 ducati, con cui potè iniziare la nuova costruzione. Marmi e mensole, colonne e capitelli, sculture e lapidi della chiesa distrutta sono visibili nell'atrio del palazzo vescovile.
L'attuale Basilica è una monumentale costruzione barocca, iniziata nel 1750 su progetto di Giustino Lombardi ed ultimata nel 1756 dal Vescovo De Los Rejes. La facciata, rivolta ad occidente, è in conci di carparo locale con trabeazioni e fregi in pietra calcarea. La parte centrale, definita in altezza da un doppio ordine di paraste, è mancante di cimasa crollata per il ciclone del 1897. A sinistra, s'innalza la torre dell'orologio, leziosa nelle linee e slanciata per il suo campanile a vela.
La svettante torre campanaria e la bella cupola, ricoperta da mattonelle policrome e da un lanternino a bulbo, danno slancio a tutta la fabbrica, che domina la prima parte della pianura salentina.
L'interno, a croce latina, ha le pareti ricoperte da incrostazioni marmolitiche e la volta decorata in oro zecchino. Vi si ammirano pregiati marmi, quattro preziosi candelabri di bronzo ed artistiche statue dei Santi San Barsanofio Anacoreta, protettore della città e della Diocesi di Oria, dei Santi Medici. Notevoli tele di autori pugliesi decorano gli altari mentre le cappelle laterali ospitano i magnifici quadri (di scuola romana) della Passione di Cristo, acquistati dall'Abate Carbone, confessore della regina di Spagna. Stalli capitolari, finemente lavorati e numerosi arredi sacri arricchiscono la preziosa dotazione della Basilica, su cui spicca l'Urna con le reliquie dei SS. Medici e fratelli. Nella sagrestia e nel coretto sono collocati i ritratti dei vescovi e degli arcivescovi che governarono la diocesi sin dai primi secoli.
Dalla Cappella del Battistero, un androne immette nell'Oratorio dell'Arciconfraternita della Morte, dove si possono ammirare i seicenteschi stalli laccati alla veneziana. Per una scala si scende nella cripta delle "mummie", il più antico oratorio cinquecentesco, sulle cui pareti si aprono le nicchie con i cadaveri disidratati dei confratelli. dall'esterno si può accedere agli ipogei, anticamente nati come sepolture.