header3

Prossimi eventi

Non ci sono eventi al momento.

Che tempo fa

63°
17°
°F | °C
Partly Cloudy
Humidity: 45%
Wind: S at 8 mph
Fri

44 | 59
6 | 15
Sat

50 | 63
10 | 17
Sun

51 | 64
10 | 17
Mon

51 | 62
10 | 16

Galleria video

You must have the Adobe Flash Player installed to view this player.

Sondaggio

Dai un voto a Farnesi - Federico II...
 

Libro ospiti

guestbook3


Federico II di Svevia

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 
Scritto da Administrator   
Federico II di Svevia Hohenstaufen, o Federico I di Sicilia (Jesi, 26 dicembre 1194 – Fiorentino di Puglia, 13 dicembre 1250), fu re di Sicilia, re di Gerusalemme, imperatore dei Romani, re d'Italia e re di Germania.

Popolarmente conosciuto con gli appellativi stupor mundi ("meraviglia del mondo") o puer Apuliae ("fanciullo di Puglia"), fu Sacro Romano Imperatore dal 1220 al 1250. Appartenente alla nobile famiglia sveva degli Hohenstaufen, fu inoltre re di Germania, re d'Italia, re di Borgogna, re di Gerusalemme e, col nome di Federico I, Re di Sicilia dal 1198 al 1250.


Federico II era dotato di una personalità poliedrica e affascinante che, fin dalla sua epoca, ha polarizzato l'attenzione degli storici e del popolo, producendo anche una lunga serie di miti e leggende popolari, nel bene e nel male. Il suo regno fu principalmente caratterizzato da una forte attività legislativa e di innovazione tecnologica e culturale, volte ad unificare le terre ed i popoli, fortemente contrastata dalla Chiesa. Egli stesso apprezzabile letterato, fu convinto protettore di artisti e studiosi.

Federico nacque nel 1194 da Enrico VI, figlio di Federico Barbarossa, e da Costanza d'Altavilla, figlia di Ruggero II il Normanno, a Jesi, nella Marca anconitana mentre l'imperatrice stava raggiungendo il marito a Palermo, incoronato appena il giorno prima, il giorno di Natale, re di Sicilia.

Data l'età avanzata, nella popolazione vi era un diffuso scetticismo circa la gravidanza di Costanza e per questo motivo, fu allestito un baldacchino al centro della piazza di Jesi, dove l'imperatrice partorì pubblicamente, al fine di fugare ogni dubbio sulla nascita dell'erede al trono. Costanza fece battezzare il figlio imponendogli il nome di Costantino. Probabilmente, quale discendente dell'imperatore romano Costantino, ella ritenne di esercitare il diritto agalmonico imperiale estendendo il proprio titolo dinastico al figlio e facendolo prevalere su quello del padre. Non appena rimessasi dal parto, Costanza portò il neonato a Foligno (città dove Federico visse i suoi primi anni), affidandolo alla Duchessa di Urslingen, moglie di Corrado, uomo di fiducia dell'imperatore, per partire immediatamente alla volta della Sicilia e riprendere possesso del "regno di famiglia", pocanzi riconquistato dal marito.

Enrico VI, in un primo tempo, parve accettare la scelta della moglie e con il nome di Costantino, nell'estate del 1196, il piccolo venne eletto Rex Romanorum dai principi tedeschi, durante la Dieta Imperiale di Francoforte. Qualche mese più tardi, venuto il tempo della cerimonia battesimale, svoltasi ad Assisi, il nome del futuro sovrano venne mutato dal padre che, ripristinando la priorità della casata paterna in applicazione della legge salica, decise l'assegnazione del nome "in auspicium cumulande probitatis", di Federico Ruggero Costantino; "Federico" per indicarlo a futura guida dei principi germanici quale nipote di Federico Barbarossa, "Ruggero" per sottolineare la legittima pretesa alla corona del Regno di Sicilia quale discendente di Ruggero I e "Costantino" per accomunarsi alla Chiesa di Roma che nell'avo meso indicava la fonte della propria autorità terrena. Quella fu la seconda ed ultima occasione in cui Enrico VI vide il figlio.

Federico nasceva già pretendente di molte corone: se quella imperiale non era ereditaria, Federico era un valido candidato a re di Germania (il titolo elettivo che spettava ai canditati al titolo di imperatore, anch'esso elettivo prima dell'incoronazione papale), che comprendeva anche le corone d'Italia e di Borgogna. Questi titoli assicuravano diritti e prestigio, ma non davano un potere effettivo, mancando in questi stati una solida compagine istituzionale controllata dal sovrano. Queste corone davano potere solo se si era forti, altrimenti sarebbe stato impossibile far valere i diritti regi sui feudatari e sui comuni. Inoltre per via materna aveva ereditato la corona di Sicilia, dove invece esisteva un apparato amministrativo ben strutturato a garantire che la volontà del sovrano venisse applicata, secondo la tradizione di governo centralistico.

L'unione del regno di Germania e di Sicilia non veniva vista di buon occhio né dai normanni, né dal papa, che con i territori che a vario titolo componevano lo Stato della Chiesa possedeva una striscia che avrebbe interrotto l'unità territoriale del grande regno, facendolo sentire di conseguenza accerchiato.


 

Community

Entra nella Community del Torneo dei Rioni

facebook

RocketTheme Joomla Templates